Non può escludersi che talora la tolleranza del vertice d’impresa
nei confronti dell’attività illecita di altri, in particolare dei sottoposti,
rappresenti, per il contesto nel quale s’incardini, una vera e propria
induzione al ‘reato’, punibile a titolo di concorso mediante azione.
Il volume punta a risolvere le ambiguità che minano la comprensione
della differenza che corre tra la ‘vera induzione’ e la ‘semplice inerzia’,
che risulterebbe naturalmente non punibile ove in capo al vertice
d’impresa difettasse un effettivo obbligo giuridico d’impedire
l’altrui reato.
L’AUTORE
Nicola Selvaggi dal 2008 è ricercatore di Diritto penale presso la Facoltà di Giurisprudenza
dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Ha pubblicato la monografia L’interesse
dell’ente collettivo quale criterio di ascrizione della responsabilità da reato, Napoli 2006 e
altri lavori su riviste e volumi collettanei.
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