L’indagine si è posta l’obiettivo di mettere a fuoco il ruolo
della ragionevolezza nel diritto civile.
Il lavoro muove dalla costatazione che la ragionevolezza è da tempo principio cardine delle argomentazioni del Giudice delle Leggi. Si è affermata l’unitarietà del metodo ermeneutico e si è posta la questione della validità nei termini di un giudizio di valore che non può essere disgiunto dal momento applicativo. In quest’ottica, la ragionevolezza si estrinseca nel bilanciamento di valori che è la sintesi assiologicamente orientata tra eguaglianza, razionalità e bilanciamento strettamente inteso. Bilanciamento di valori che deve essere condotto in concreto: non si dispone di una tesi di determinazione ultima capace di definire anticipatamente la totalità dei casi generici rilevanti. Dell’ ‘esportabilità’ del bilanciamento al diritto civile si è dato conto prima per via empirica e poi, a riprova, attraverso l’analisi del discorso giuridico argomentativo e negoziale. Si è poi indagato _ dopo aver confutato che la ragionevolezza possa rappresentare un sinonimo delle clausole generali _ _ sulle ragioni che impediscono, secondo taluni, di utilizzare la ragionevolezza in funzione di controllo degli atti di autonomia negoziale.
L’AUTORE
Erika Giorgini, è ricercatrice di Diritto privato nella Facoltà di Economia «Giorgio Fuà» dell’Università Politecnica delle Marche. Ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in «I problemi civilistici della persona » presso l’Università degli Studi del Sannio. E’ autore, contributi in opere collettaneee ed altri lavori.
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