Uno dei pregi del libro di Armando Rotondi e quello di addentrarsi
nei meandri delle definizioni (wagnerismo, ibsenismo, verismo, simbolismo, intimismo, pirandellismo) che si fronteggiano all'interno del dibattito teatrale dalla fine dell'Ottocento ai primi decenni del Novecento.
Un dibattito che, dalle scene alle cronache giornalistiche e teatrali
agli interventi su riviste e libri, si accende di fronte a ogni grande innovatore, da Wagner a Ibsen, a Pirandello, per poi esplodere piu avanti nell'accesa polemica fra teatro vecchio e teatro nuovo, che coinvolse
un po' tutti: Marco Praga, Silvio D'Amico, Adriano Tilgher e persino Pirandello. Questa vivace contrapposizione fini per travolgere, per tanti aspetti, lo stesso teatro di Roberto Bracco, spesso in sintonia con le grandi problematiche dei suoi tempi, ma prigioniero di forme drammatiche tardo_ottocentesche. [ ... ] Rifuggendo dalla genericità il libro di Armando Rotondi entra nel merito di ogni rapporto intercorso fra Bracco critico giornalistico o fra Bracco drammaturgo e i grandi modelli di riferimento.
(dall'introduzione di Beatrice Alfonzetti)
L’AUTORE
Armando Rotondi, laureato all'Universita «La Sapienza» di Roma in Forme e Tecniche ddlo Spettacolo (L.M.), e Ph.D. Student e Postgraduate Assistant in Italian presso il Dipartimento di Lingue Moderne dell'University of Strathclyde, Glasgow. Oltre che a Roma ha compiuto i suoi studi e perfezionato la sua preparazione scientifica presso l'Università «Federico II» di Napoli. Ha trascorso periodi di studio a Urbino, Zurigo. Locarno/Lugano e in Germania (Università di Zittau/Goerlitz). Responsabile delle sezioni teatro e cinema di alcune riviste culturali. Collabora con la rivista di studi teatrali «Stratagemmi» di Milano. Ha partecipato in qualità di relatore a convegni internazionali sulla storia del cinema e del teatro (Londra, Oxford, Cardiff, Albuquerque, New Orleans) ed è autore di numerosi contributi inerenti all'ambito teatrale e letterario napoletano (Bracco, Eduardo e Peppino De Filippo, la tradizione dell'attore_autore tra Ottocento e Novecento. Serao) e di saggi di storia del cinema, in particolare relativi ai rapporti tra cinema e letteratura (Shakespeare nel cinema di Akira Kurosawa, Pasolini e Citti, Satyricon di Gian Luigi Polidoro, Peter Greenaway). E’ coautore del volume di storia del cinema europeo Cineuropa (Roma 2009), curato da Maurizio De Benedictis, a cui ha contribuito con i capitoli relativi al cinema in Germania, Austria e Svizzera.
|