“La bellezza di una città non si misura dai soli lineamenti estetici edfìcati nel passato in un clima di dialettica concorrenza tra accortezza tecnica, sapiente impiego delle tecnologie, versatilità progettuale ed espressività artistica che hanno informato di sé cupole e campanili, portali ed apparati decorativi della più originale cultura barocca del nostro Paese, bensì dal/a capacità di costruire in ogni episodio architettonico non una casa, una chiesa o un edfìcio di uso sociale, ma un frammento urbano, con l’armonica definizione dei suoi pieni e dei suoi vuoti, con la personalizzazione degli spazi classificatisi come luoghi della memoria, della devozione, della celebrazione dei riti collettivi informanti i comportamenti sociali, gli apparati delle costumanze che vitalizzano le tradizioni.
Lecce è città bel/a non solo e non tanto per i monumenti che ne esaltano le sue più eccelse espressioni artistiche ed architettoniche sulle quali viene di prassi concentrata l’attenzione e quindi la cura restaurativa e la più zelante manutenzione, ma anche e forse soprattutto per la coralità compositiva delle sue aggregazioni edilizie anche non stilisticamente con notate, ma comunque espressive testimonianze di storia e cultura attraverso la singolarità dei segni impressi loro da una decorazione non elitaria, non firmata, ma variamente diffusa nei sistemi aggregativi delle fa bbriche documentanti i processi ristrutturativi ed organizzanti imprevedibili e suggestive caratterizzazioni sceniche riassunti ve dei caratteri tipici della città mediterranea.
Progettare il bello sembrerebbe non appartenere ai compiti dell’urbanistica, una sorta di invasione di campo nelle disczline delprogetto architettonico. Il bello urbanistico viaggia su altri percorsi che fanno da supporto al bello architettonico ed ambientale.
Pertanto è compito dell’urbanistica creare la cornice entro la quale possano ancorarsi i parametri costruttivi del bello artistico, architettonico e paesaggistico; studiando le morfologie dei siti, ed ordendo le trame di una griglia entro la quale si incontrano le regole del ben fare; snellendo i processi relazionali complessi attraverso l’ottimizzazione localizzati va delle frnzioni, creando quell’ambientamento all’esercizio dell’armonica convivenza la cui regia, tradizionalmente affidata al governo delle istituzioni, tende a divenire patrimonio comune di una società che se ne sta progressivamente riappropriando.
La città è bella se soddisfa la domanda estetica non solo della sua cittadinanza, ma anche di quella che ne risulta attratta; è urbanisticamente bella se è valutabile non solo nel/a sua configurazione paesaggistica, ma anche e soprattutto se risulta accessibile eflinzionante, se riduce ai minimi termini le sue barriere fisiche ed istituzionali, se è armonicamente corre/aia in tutte le sue parti, se è articolata nelle sue finzioni sociali, se manifrsta i/fascino del richiamo, se alimenta curiosità, se da confortevolezza, distensione, se è in grado di soddisfare le istanze di socializzazione, se prospetta luoghi nei quali è piacevole sostare, incontrarsi, sviluppare conoscenza, e quindi generare cultura.”
L'AUTORE
Mario Coletta
Professore ordinario di Urbanistica presso la facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, è direttore del Dipartimento di Conservazione dei Beni Architettonici ed Ambientali. Nello stesso Ateneo ha diretto la scuola di specializzazione in Pianificazione e Progettazione urbanistica ed il Centro Interdipartimentale L.U.P.T. (Laboratorio di Urbanistica e Pianificazione del Territorio) presso il quale e coordinatore scientifico del master di II livello : Pianificazione e progettazione urbanistica nel governo delle trasformazioni del territorio.
E' fondatore e direttore della rivista internazionale di Cultura Urbanistica "TRIA" (Territorio delle Ricerca su Insediamenti ed Ambiente).
La sua intensa attività didattica e di ricerca spaziante nei settori dell'Urbanistica e del Restauro trova concreta documentazione nella ricca produzione pubblicistica che si compendia negli oltre cento saggi pubblicati su riviste specialistiche nazionali ed internazionali, negli oltre trenta volumi monografici e collettanei e nelle collane di studi urbanistici da lui dirette.
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