La legge di «riforma della giustizia», che reca rilevanti modificazioni del processo civile e affida ad alcune leggi delegate la disciplina di importanti funzioni degli Ordini forensi, è stata pubblicata
il 19 giugno sulla Gazzetta Ufficiale (1. 18 giugno 2009, n. 69). In essa sono ridotti i termini che scandiscono le udienze, si ridisegnano le prove, si stabiliscono «danni punitivi» per il comportamento processuale, si propone un rito sommario destinato a divenire nei fatti
il rito «ordinario» e un «filtro» nel procedimento per cassazione:
tante innovazioni implicano un’alta professionalità, un’attenta valutazione dei tempi e quindi della strategia della difesa, oltre prontezza
e competenza, tutte doti o meriti acquisiti sul campo, esaltati dalla nuova procedura. Il Consiglio nazionale forense, insieme con gli Ordini degli Avvocati, ha già avviato iniziative per discutere il testo
con gli iscritti, dialogare con i giudici per coordinarne l’interpretazione, definire le «best practices» alla luce della novella. La formazione, culturale e professionale, dell’avvocato sono quindi messe a dura prova. Aumentano le responsabilità, la responsabilità professionale insieme con quella deontologica. E quindi, secondo le leggi del mercato, aumenta la competitività. Occorre dunque che si provveda in fretta per la riforma della disciplina della professione forense.
IL CURATORE Guido Alpa è Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Professore ordinario di Diritto civile presso l’Università di Roma La Sapienza. Nel 1996 gli è stata conferita la laurea honoris causa in Giurisprudenza dell’Università Complutense di Madrid; nel 2007 gli è Stata conferita la laurea honoris causa in Giurisprudenza dell’Universidad Nacional Mayor de San Marcos di Lima; nel 2008 gli è stata conferita la laurea honoris causa in Giurisprudenza del l’Universidad de Buenos Aires. E’ Membro Onorario del «Gray’s mn» (1998), membro del «European Consumer Law Group» (1999), membro della British Academy dal 2004.
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