L’indagine è svolta associando al dato storico, particolarmente importante in materia, il dato positivo con ragionata critica alle impostazioni dogmatiche che in passato hanno inquadrato la revocazione ora nella categoria della invalidità negoziale, ora nel rimedio risolutorio ora nella figura della presupposizione.
L’Autore propone una ricostruzione dell’istituto che, muovendo dalla vigente disciplina codicistica, perviene ad evidenziare l’opportunità, de iure condendo, di innovare alla tradizionale tutela del donante (ritenuta, peraltro, funzionale all’interesse di carattere familiare a disporre dei mezzi necessari al mantenimento dei figli) che, per certi versi, appare troppo radicale (derivandone quella che viene indicata come «precarietà del titolo d’acquisto donativo»)
ed anacronistica (in quanto in contrasto con le più moderne esigenze di una ampia ed agevole circolazione dei beni).
L’AUTORE
Renato Marini è professore associato confermato di diritto privato presso l’Università di Roma Tor Vergata. E’ autore di una monografia Ipoteca e beni mobili registrati nonché di articoli e scritti minori in tema di contratti e di diritto di famiglia
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