Nello scorso millennio l’economia italiana è passata attraverso fasi di sviluppo, di stagnazione e di declino, ma ogni volta che è sembrata sul punto di crollare ha trovato le risorse necessarie per risalire la china. È accaduto dopo la crisi del Trecento che interrompe il grande slancio dei secoli precedenti, dopo le alterne vicende dei secoli XVII e XVIII che l’avevano allontanata dal cuore pulsante dell’Europa, e dopo la rivoluzione industriale che sembrava averla confinata per sempre in una lontana periferia. In particolare, dopo l’unità, ha saputo ritornare «dalla periferia al centro» e portare a compimento la sua modernizzazione. Riflettendo su questo percorso è possibile cogliere i punti di forza e di debolezza che connotano ancora oggi la nostra economia e ricavare qualche utile insegnamento
per costruire un futuro più solido.
L’AUTORE
Giovanni Vigo è professore ordinario di Storia dell’economia internazionale nell’Università di Pavia. Si è occupato di storia dell’istruzione, di storia della finanza e dell’impresa, di storia dell’economia in età moderna. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo Istruzione e sviluppo economico in Italia nel secolo XIX, Torino 1971; Fisco e società nella Lombardia del Cinquecento, Bologna 1979; Uno stato nell’impero. La difficile transizione al moderno nella Milano di età spagnola, Milano 1994; Nel cuore della crisi. Politica economica e metamorfosi industriale nella Lombardia del Seicento, Pavia 2000.
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