La questione della tenuta dei diritti fondamentali della persona in situazioni di “emergenza” per la sicurezza individuale e sociale si è riproposta negli ultimi anni con particolare intensità a seguito di gravi fatti di terrorismo internazionale. Al livello legislativo si sono sperimentate risposte ispirate al massimo rigore, mentre la dottrina ha coniato nuovi paradigmi teorici, repressivamente connotati, come quello del ‘diritto penale del nemico’. Il ruolo delle Corti Supreme nelle democrazie occidentali non di rado è apparso fondamentale nella difesa dei principi e valori dello Stato costituzionale di diritto. Il volume mette a confronto il punto di vista di studiosi ed operatori del diritto di diversa estrazione, nel tentativo di tracciare un modello di gestione delle ‘crisi’ di tipo non emergenziale o autoritario, ma adeguato al perseguimento di finalità di efficienza e di garanzia.
IL CURATORE
Sergio Moccia insegna Diritto penale nell’Università di Napoli “Federico II”; Gastdozent presso 1’Institut für die gesamten Strafrechtswissenschaften dell’Università di Monaco di Baviera. Tra le sue ultime pubblicazioni: La politica criminale del Corpus iuris: dal Corpus iuris al diritto penale europeo? , 2004; La teoria penale kantiana: un’inossidabile contraddizione? , 2005; La mediazione come alternativa alla sanzione penale, 2006; Lo statuto della Corte penale internazionale: i profili della legalità, 2006; Diritto penale politico e giurisprudenza costituzionale in materia di libertà di riunione e di associazione (articoli 17 e 18 Cost.) , 2006; Alcune riflessioni su sicurezza e controllo penale, 2007; La situazione spirituale della scienza giuridico_penale italiana nel secondo dopoguerra e la proposta finalistica, 2007.
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