Le tecniche di simulazione e dissimulazione. di nascondimento e svelamento operate dal protagonista di un racconto, più o meno rivelatore di se stesso, come è il caso dell'originale autobiografia di Gerolamo Cardano, possono riscontrarsi anche in programmi, emblemi e imprese di Accademie rinascimentali, nella cui unione di una figura con un breve motto si può evincere la identità dello stesso autore. La volontà di velare spesso la propria soggettività, avvalendosi anche della ricca tradizione ermetica medievale e rinascimentale. indica l'emergente trionfo del soggettivo e dell'intimo, quando ancora questi elementi non intendono rivelarsi al pubblico. Andando ancora più a ritroso nel tempo, il percorso autobiografico diventa sterrato. impervio, privo di visibilità, avvalendosi spesso, come è il caso di Boccaccio, di figure retoriche, come l'epitaffio e la prosopopea, il cui utilizzo sembra confortare la teoria del critico belga Paull de Man, che intravede in tali tropoi l'essenza stessa di ogni discorso autobiografico.
L'AUTORE
Domenico Giorgio insegna Letteratura italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Napoli «Federico II». È stato Lettore di lingua e letteratura italiana all'Università di Tunisi. Ha dedicato la sua ricerca su autori prevalentemente di area meridionale (De Roberto, Sciascia, De Fonseca Pimentel, S. Alfonso M. de Liguori, Toma) e sull'opera di P.P. Pasolini. Di recente, la sua attenzione è rivolta al genere autobiografico e alla trattatistica di fine Cinquecento: Autobiografie meridionali (Napoli 1997); ha curato l'edizione del testo di S. Ammirato, Della segretezza (Napoli 2001).
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