Questo secondo volume, che concerne rapporti tra la Chiesa proprietaria e la società, fa assumere maggiore consistenza all'affresco della Calabria nell'età moderna. Un quadro, però, che unicamente quanto a territorio e quanto a documentazione riguarda la sola Calabria: in realtà, per gli aspetti e i problemi indagati, per i criteri interpretativi, per i modelli storiografici proposti, tutta l'opera ha una valenza che va ben al di là dell'ambito regionale. Non a caso, i primi tre ampi saggi d'impianto costituiscono una novità di prima grandezza nel quadro della storiografia sull'argomento. Ne escono, grazie a una documentazione di mai sperimentata vastità e attendibile completezza, immagini assolutamente nuove e stimolanti: come quella, ad esempio, di una Chiesa che, avendo assaporato i trionfi immobiliari e monetari del Cinquecento e del primo Seicento, poi, assai prima che sopraggiungano la pubblicistica dei riformatori e l'azione di governo, è impietosamente posta ai margini ad opera di quegli stessi privati che un tempo l'hanno arricchita. Altri saggi indagano splendore e tramonto di taluni grandi patrimoni ecclesiastici, o mostrano l'illanguidimento _ nel potere economico, nel prestigio sociale _ delle sedi deputate del culto e della vita religiosa. E tutto questo, però, in un contesto socioeconomico in cui la struttura patrimoniale della Chiesa conserva una capillare presenza e un ruolo non ancora sostituito.
L'AUTORE
Augusto Placanica (Catanzaro 1932) è professore ordinario di Storia moderna all'università di Salerno. Si è a lungo interessato delle strutture economiche del Mezzogiorno (si vedano i più recenti: Alle origini dell'egemonia borghese in Calabria, 1979; Moneta prestiti usure nel Mezzogiorno moderno, 1982; La Calabria nell'età moderna, vol, I, Uomini strutture economie, 1985), e del reclutamento e del ruolo del clero nell'universo meridionale tra Settecento e Ottocento (in saggi di imminente riedizione). Successivamente ha dedicato qualche diecina di studi e due volumi al terremoto calabro_siculo del 1783 (L'Iliade funesta, 1984 e Il filosofo e la catastrofe, 1985, quest'ultimo nella collezione storica Einaudi). Per Einaudi ha anche curato, insieme con Piero Bevilacqua, il volume Calabria (1985) nella serie «Storia d'Italia. Le regioni dall'Unità a oggi», in cui appaiono due suoi saggi, uno su I caratteri originali e uno su Calabria in idea. Recentemente ha iniziato un'esplorazione degli universi segnico_metaforici e della loro valenza nella storia dell'Occidente (Segni dei tempi: presepio e apocalisse come paradigmi della storia (1987), e Iliade/Odissea: la metafora della sventura e la sua mutazione storico_semantica (1988). Dirige l'edizione critica delle «Opere complete di G.M. Galanti» e la sezione moderna e contemporanea della «Storia della Calabria» (editore Gangemi_Casa del Libro). É presidente dell'IMES, Istituto meridionale di storia e scienze sociali.
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