La formazione della De nel Sud, nel 1943_1944, s'intrecciò con le discussioni e con i contrasti politici che impegnarono l'intero schieramento antifascista in merito alla questione istituzionale e al governo dell'Italia liberata. Stretto tra lealtà al sistema dei partiti antifascisti e riferimento alla Chiesa e alla sua gerarchia, che sosteneva la monarchia, il ceto politico della De meridionale agi in senso unitario, già in un quadro di pubblici poteri e sotto il regime di occupazione alleata, mentre nel resto del Paese si combatteva la lotta
di liberazione nazionale.
L'AUTORE
Roberto P. Violi insegna Storia contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell' Università degli Studi di Cassino. Fra le sue pubblicazioni: Democrazia cristiana e sindacato: dal patto di Roma all'autonomia, in Storia dello Democrazia Cristiana. II. Roma 1987: Episcopato e società meridionale durante il fascismo (1922_1939), Roma 1990; Religiosità e identità collettive. I santuari del Sud tra fascismo, guerra e democrazia, Roma 1996; Chiesa cattolica e assistenza nel Sud nel 1945, in «Italia contemporanea», 2000, n. 218.
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