Il volume contiene Otto saggi, curati e tradotti da Roberta Falcone, sulla produzione teatrale di Aphra Behn scelti dall'ampio corpus critico che _ sotto la spinta del dibattito teorico femminista dell'ultimo Novecento _ propone una percezione di un teatro fortemente innovativo per l'inestricabilità fra politica ed estetica drammaturgica. Ineludibile punto di partenza, l'introduzione di Montague Summers all'edizione completa delle sue opere (1915), mostra la non separabilità tra biografia, letteratura, dramma e politica, ostacolando la consolidata visione, parcellizzata e marginalizzante, di Behn. La varietà degli approcci critici nei saggi che seguono restituisce un moderno volto nuovo alla drammaturga che la pone di diritto, per l'analoga mutevolezza letteraria ed ideologica, accanto a John Dryden.
IL CURATORE
Roberta Falcone è docente di Letteratura inglese e Letteratura postcoloniale di lingua inglese presso l'Università dell'Aquila. I suoi interessi si riferiscono al teatro e alla letteratura inglese del '500 e del '600 (Marlowe, Shakespeare, Congreve Behn) e alla narrativa e poesia postcoloniale (Farah, Head, Emecheta, Kureishi, Ondaatje, Coetzee). Tra le pubblicazioni più recenti «Mapping South Africa: territorlalità tra memoria e avvenire nella narrativa di J.M. Coetzee», Terra d'Africa, 2002 e «No fatherland, no motherland», New languages, new sciences, new literatures, 2003, in stampa. |