La storia del Mezzogiorno, a partire dagli anni dell'unificazione, è fatta di sfruttamenti e rapine operati da una leadership economica e politica da sempre insediata nel Centro_Nord.
L'azione dei partiti, dei sindacati e di quei nuovi soggetti emergenti, quali sono i movimenti sociali, potrebbe oggi dare finalmente il via ad impulsi e dinamiche di significato nuovo.
La dipendenza e l'eterodirezione non sono nel destino del Mezzogiorno; sono semplicemente un fatto storico e dunque ribaltabile. I tre soggetti politici, nel coinvolgimento di tutti i ceti sociali, ed in particolare delle classi lavoratrici e delle masse giovanili, possono divenire i catalizzatori della vera modernizzazione del Sud. In questo senso si può parlare di sviluppo autopropulsivo o autocentrato del Mezzogiorno. Senza dimenticare mai che, non potendo la rinascita del Sud essere frutto delle sole forze sociali e politiche meridionali, deve necessariamente coinvolgere la coscienza politica nazionale.
E senza perdere di vista che il 'luogo' nel quale occorre collocare i punti alti della riflessione e dell'azione meridionalistica è il territorio. Rispetto alle nuove forme di progettualità politica, esso si pone infatti come l'unico paradigma in grado di superare i limiti e le contraddizioni delle proposte finora avanzate e _ date le sue capacità sistemico_politiche _ di dare una risposta ai maggiori problemi.
L'AUTORE
Mauro Fotia, già docente di Scienza della Politica e di Sociologia Politica presso le Università di Messina e di Trieste, dal 1976 insegna Sociologia Politica presso l'Università di Roma «La Sapienza». È autore di vari volumi e saggi fra i quali, per gli ultimi anni, si ricordano Ruoli di dominio e classe politica (19882), Sistema politico e finanza pubblica (19902), La scelta del degrado (1996), Il neoliberismo in Italia. Verso forme nuove della società e dello Stato (19973), Le lobby in Italia (19984),v Il ritorno dell'estrema destra (19983).
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