Il tentativo di disegnare una fenomenologia del fragile e di individuarne la struttura eidetica più propria è stato l'oggetto del presente lavoro. La tematizzazione del fragile prende l'avvio dal dibattito francese post_husserliano e post_heideggeriano, con particolare attenzione all'opera di P Ricoeur e E. Lévinas, e muove dalla constatazione delle aporie inerenti alle filosofie della trasparenza e dal riconoscimento di un irriducibile riemergere dell'ulteriorità, che qualifica il fragile come "desiderio" metafisico, come tensione verso l'origine. Tale orizzonte concettuale apre verso un'interpretazione del fragile come "distanza iconica", come la traccia di quell'anteriorità originaria e in qualche modo "paterna", rispetto alla quale si configura la dimensione creaturale del fragile, la sua ineliminabile prospettiva "filiale" escatologica.
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