Il percorso metafisico_fondativo più "forte" e radicale della filosofia moderna ci appare quello che rielabora il problema del fondamento in base a un'idea di soggettività con valenza di universalità logica e/o ontologica, illuminando e affrontando con ciò complesse difficoltà speculative.
Siffatto percorso muove dell'ego cartesiano, che deve valere nel proprio atto cogitativo come principio logicamente intrascendibile e criterio veritativo dell'intero edificio filosofico, pur mantenendosi coincidente con il soggetto finito_empirico; si dispiega nell'ormai esplicita trascendentalità dell'io kantiano, pura attività sintetica originaria ma divaricata dall'empirico e tematizzabile solo come funzione; esige per contro in Fichte l'idea_limite di tale egoità trascendentale come "assoluto" vero e proprio, attuantesi tuttavia quale reale proprio e solo nell'io finito; si capovolge infine nel "Soggetto" hegeliano il quale, come processo di automediazione di un logos universale impone la morte proprio a quella forma dell'io che sembrava coessenziale alla soggettività, legando alla sua funzione fondante il lato della finitezza. Il valore, le intime ragioni, l'aporetica ditale tormentato percorso riemergono continuamente tra le pieghe di quelle filosofie stesse che oggi sembrano considerarlo, ma troppo frettolosamente, come superato simpliciter.
Di qui l'esigenza di riprendere la riflessione, tutt'altro che compiuta, su questo arduo nodo del problema filosofico. La vitalità del tema è testimoniata dai contributi qui raccolti, attraverso i quali studiosi di diverso orientamento hanno dato vita ad un vivace confronto di prospettive, proponendo nuovi apporti tanto sul piano storico_critico quanto su quello teorico.
IL CURATORE
Roberto Perini insegna Antropologia Filosofica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Perugia. Studioso del pensiero cartesiano, a muovere da questo si è occupato dei rapporti tra soggetto empirico e soggettività trascendentale negli sviluppi del pensiero moderno.
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